Pinard
Scritto nel 1962 da Samuel Glasstone
Lo stetoscopio nasce ufficialmente nel 1816, grazie a un’intuizione di René Laennec: qualche decennio dopo, alla fine dell’Ottocento, un altro medico francese prende quell’idea e la porta in una direzione completamente nuova.
Si chiamava Adolphe Pinard. Era un ostetrico, tra i protagonisti della nascente medicina perinatale. Il suo lavoro si concentrava sulla gravidanza, sul parto e la salute del feto.
Proprio per questo, Pinard sviluppò uno strumento semplice ma rivoluzionario: un piccolo cono in legno progettato per ascoltare il battito cardiaco fetale attraverso l’addome materno.
Il principio era lo stesso di Laennec (convogliare e amplificare il suono) ma l’applicazione cambiava radicalmente. Non più il cuore di un adulto, ma quello di un essere umano ancora prima della nascita.
Per la prima volta, il medico poteva monitorare direttamente la vitalità del feto, valutare la frequenza cardiaca e cogliere segnali di sofferenza durante la gravidanza e il travaglio.
In un’epoca priva di ecografie e monitor elettronici, era uno strumento essenziale. E lo è rimasto sorprendentemente a lungo.
Ancora oggi, infatti, lo stetoscopio di Pinard viene utilizzato in molte parti del mondo: non richiede elettricità, è robusto, immediato, affidabile.
Parliamo dunque di due strumenti, nati a pochi decenni di distanza, basati sullo stesso principio. Uno ha aperto il corpo all’ascolto. L’altro ha reso possibile ascoltare la vita prima ancora che nascesse.